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Il popolo giallorosso assiste inerme all'ennesima svendita dei propri valori e dei propri colori  E' un derby. E' una partita fondamentale per la corsa alla Champions ma ancora una volta la nostra Roma scende in campo come fosse la partitella del giovedì. Senza carattere, senza concentrazione,senza dare la sensazione di volere i tre punti, senza mettere in campo le palle e le gambe. Tale padre, tale figlio... tale allenatore, tale squadra: con oggi abbiamo toccato il fondo. Da quando Spalletti è sulla nostra panchina sono arrivate troppe sconfitte senza senso, da quando Spalletti è sulla nostra panchina abbiamo messo le mani nei capelli troppe volte. Non ricordo un derby in era "Spalletti" (ma in realtà neanche altre partite) dove la Roma abbiamo messo in campo un agonismo acceso, quella grinta necessaria per intimorire l'avversario, quella aggressività che molte volte può cambiare il corso di una partita.
Per contro, molte volte pur avendo doti tecniche maggiori e pur sapendo di affrontare una squadra aggressiva, abbiamo assistito ad uno spettacolo indecoroso. Troppe volte abbiamo visto una Roma pavoneggiante che si specchia per godere della sua bellezza, una Roma mai concentrata come se sottovalutasse chi ha di fronte, una Roma che nel godere della sua beltà regala il nostro onore senza orgoglio (Manchester, Catania, Siena, Palermo, Udinese, Cluj, Lazio, Juventus, Inter, Atalanta solo per citarne alcune). Sono troppe le volte in cui la nostra Roma non ha saputo tener testa all'aggressività degli avversari finendo col perdere il proprio tecnicismo, il proprio gioco, la propria identità lasciando spazio ad un isterismo letale solo per i nostri colori: non solo abbiamo giocato in meno questo match, ma per la prossima contro il Lecce non abbiamo ne Mexes, ne Panucci. Questo può essere il riassunto della filosofia Spalletti: tale allenatore, tale squadra. Quante volte il nostro mister ha tenuto i toni bassi mentre il popolo giallorosso urlava alla scandalo? Quante volte mister Spalletti ha dato il meglio di sè davanti ai microfoni articolando mille frasi senza sintassi e di difficile comprensione per nascondere la verità assoluta? Quante volte mister Spalletti ha continuato a guardare per terra mentre la nostra squadra precipitava dal precipizio?
Già nella conferenza stampa di ieri qualcuno ha fatto notare che la Lazio poteva iniziare la gara ad alto ritmo, aggredendo l'uomo e gli spazi, ma ne il nostro allenatore, ne i nostri giocatori hanno pensato bene di far tesoro dei suggerimenti, ma soprattutto del passato perchè quello che abbiamo visto oggi è un film già visto: l'ennesima svendita dei nostri valori e dei nostri colori. Questa Roma è come il suo allenatore: prima potevamo dire calcio champagne anche se a brindare sono sempre gli altri, ora è solo brodaglia. Nel girone di andata abbiamo arginato l'emoralgia di punti mettendo in campo un 4 4 2 flessibile con il centrocampo a rombo e che a secondo dei casi poteva trasformarsi in un 4 3 2 1 oppure in un 4 3 1 2, ma oggi il mister toscano è tornato al passato con un 4 2 3 1 improponibile, con Perrotta l'ombra di se stesso, con un Brighi spompato e messo sempre in un ruolo diverso, Baptista a sinistra e un Totti un po' smarrito, ma soprattutto senza alcun tipo di gioco sulle corsie laterali (Riise e Motta), elemento distintivo del vecchio modulo. Questa stagione è cominciata con tante speranze: in campionato pensavamo di giocarcela ancora contro l'Inter mentre in Champions si viveva il sogno della finale nella nostra città. Oggi quasi al termine della stagione non solo vediamo il quarto posto (che comunque non ci garantisce l'ingresso nell'Europa che conta) sempre più come una chimera, ma dobbiamo pure guardarci le spalle dal Palermo per non perdere il posto nella nuova Euro League, il nuovo surrogato della Champions. In questa annata maledetta abbiamo perso l'onore più volte in modo indicibile, siamo stati derisi da tifoserie che non sono degne neanche di giocare contro la nostra primavera, siamo stati oggetto di continui e chirurgici errori arbitrali, abbiamo atteso più volte che la Società difendesse i nostri colori ed invece c'è sempre stato il silenzio, ma ora, per non farci mancare nulla, viviamo, ancora prima di finire il Campionato, la condizione frustrante di non poter auspicare ad avere una grande squadra perchè l'autofinanziamento non ce lo consente. Non è possibile umiliare il popolo giallorosso in questo modo. L'inno della AS ROMA canta "tu sei nata grande e grande a da restà" e chi non lavora in questa unica direzione deve essere allontanato.
LA PAGELLA DI DAJEROMA.COM
DONI 2 (La sua partita più indecente da quando veste la nostra maglia) MOTTA 3 (la bella vita di Roma lo deve aver già preso. E' assente.) PANUCCI 5 (Espulsione sfortunata. Stava giocando una discreta gara) MEXES 5 (mantiene la calma finchè può. Aveva ragione sull'angolo che ha causato il primo gol) RIISE 5 (Ha dato il massimo in una condizione generale confusa) DE ROSSI 5,5 (Non perde la testa e prova sempre a giocare) PIZARRO 4 (Non gestisce la palla come sa) BRIGHI 4 (E' troppo stanco e privo di idee) PERROTTA 4 (E' assente) TOTTI 4 (Non è stato il solito trascinatore) J.BAPTISTA 3 (E' stato comprato per la sua fisicità ma non è mai pericoloso)
MENEZ 5 (ci mette movimento, ma è tutto fumo e niente arrosto) TONETTO sv TADDEI sv
SPALLETTI 2 (Ancora una volta dimostra come sia totalmente incompetente nel saper dare le giuste motivazioni ad una squadra. Da quando è sulla nostra panchina non ha mai trasmesso la giusta grinta)
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