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Audaces fortuna iuvat ovvero perchè abbiamo vinto a Firenze |
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Scritto da Walter Campanile
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Lunedì 08 Febbraio 2010 20:30 |
Tabù Artemio Franchi sfatato. La Roma vince e si porta momentaneamente al secondo posto.
Solo chi ama questi colori può capire cosa significa svegliarsi il lunedi ancora con il sorriso stampato sul volto. In altri tempi tutto questo sarebbe stato solamente un'ipotesi, una recriminazione, una partita che avremmo dovuto portare a casa ed invece ora è realtà. Finalmente la Roma vince una partita difficile, su un campo ostico per i nostri colori, malgrado il gioco espresso non sia stato entusiasmante. Finalmente la Roma vince una partita che forse non avrebbe dovuto vincere. La squadra capitolina torna dall'Artemio Franchi con il bottino pieno. Tre punti fondamentali per il nostro futuro, dimostrando di saper soffrire quando è stato giusto farlo, ma di saper offendere quando il gioco lo ha permesso. "Audaces fortuna iuvat", la fortuna aiuta gli audaci, è il motto che per molti anni abbia sempre detto, ma che poche volte abbiamo vissuto ed invece questa volta i nostri ragazzi hanno saputo concretizzare una vecchia frase in una azione che ci rende orgogliosi più che mai.
Il pragmatismo di Ranieri conferma di aver trasformato definitivamente una difesa che qualche mese fà era tra le più battute del campionato. Julio Sergio, l'ex migliore terzo portiere del mondo, e la linea difensiva Motta, Mexes, Juan, Riise sono stati gli attori protagonisti di una prestazione da incorniciare sia per la concentrazione che per l'agonismo espresso in campo. Il nostro portiere, tra i migliori in campo, ancora una volta è stato decisivo in più di un'occasione, mentre la coppia di centrali hanno annullano, sempre ed in ogni modo, i tentativi dell'attacco viola. Il modulo 4 2 3 1, speculare a quello della Fiorentina, con il nostro Capitano va un po' in affanno e non riesce a far salire la squadra nel migliore dei modi. Per tutto il primo tempo ci troviamo ad arginare la voglia viola di fare la partita. Nel secondo tempo, mister Ranieri interpreta la partita al meglio e decide di lasciare nello spogliatoio Totti per sostituirlo con Baptista, più volenteroso rispetto al passato ma ancora non al top. Con l'ingresso della Bestia, Mirko Vucinic diventa la punta del nostro attacco concedendo la fascia sinistra all'attaccante brasiliano. Questo cambio non garantisce la capacità di alzare il baricentro della squadra, ma impegna notevolmente la retroguardia avversaria costringendola molto spesso a raddoppiare la marcatura. Anche il secondo tempo non ci ha visti padroni del campo, ma la mentalità espressa è quella della grande squadra. Sacrificio e concentrazione sono apparse qualità evidenti di una rosa volenterosa di continuare la striscia di risultati positivi: ora sono diciannove. Per tutto il tempo abbiamo eretto una vera e propria muraglia giallorossa, rendendo vano ogni tentativo di offesa. I molti impegni sostenuti fino ad oggi forse ci hanno fatto arrivare a Firenze con il fiato corto, ma anche in debito di ossigeno abbiamo mantenuto quella giusta e necessaria lucidità per capovolgere un match del tutto in salita. Vi confido che al momento del cambio tra Taddei e Menez non capivo perchè Ranieri si volesse affidare al francese, facendo uscire il brasiliano. Nella mia testa di allenatore di provincia ipotizzavo un classico avvicendamento tra Mirko Vucinic ed il talento ex Monaco, ma sono bastati pochissimi secondi per accorgermi quanto la mia scelta fosse sbagliata. Sicuramente la Dea bendata questa volta aveva il volto coperto da una sciarpa giallorossa, ma oggi più che mai possiamo dire che la "Fortuna aiuta gli audaci".
Per questa volta non voglio neanche fare la pagella perchè oggi più che mai considero questa vittoria come un successo del gruppo e non del singolo giocatore.
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