Questo non è un derby come gli altri, almeno ogni volta sembra esserlo. C'è l'ambizione per la Roma che vede solo a tre punti il quarto posto tanto sognato ed un sogno, ancora più grande, di spedire i cugini in piena zona retrocessione. Possono esserci le ambizioni della Lazio, che di solito nel derby riesce a trovare la forza per far fronte a situazioni catastrofiche. C'è l'ambizione di Francesco Totti di azzittire tutta quella gente che ha sparlato contro di lui, anche attraversso alcune radio di matrice laziale, adducendo il fatto che ha perso 12 derby in carriera. Possono esserci le ambizioni di Mauro Zarate, punzecchiato in settimana proprio da Francesco Totti, il quale lo ha definito talentuoso ma ancora non un fenomeno. Possono esserci le ambizioni di Claudio Ranieri che è al suo primo derby sulla panchina giallorossa e per questo cercherà in tutti i modi di regalare una gioia ai numerosi tifosi che domani assisteranno al match all’Olimpico. Possono esserci le ambizioni di Davide Ballardini, tecnico biancoceleste che qualora il derby vada per il verso sbagliato rischia di essere esonerato dalla panchina, quindi anche lui avrà la giusta carica per rigirare una stagione iniziata col piede sbagliato.
L'Euro League, almeno per ora, è un capitolo chiuso. Ci siamo qualificati. Ora pensiamo al derby.
Ancora una volta abbiamo preso gol. Ancora una volta siamo andati in svantaggio. Ancora una volta questa squadra ha avuto la volontà ed il carattere di ribaltare una situazione ostica. Malgrado il totale caos che regna sovrano nel mondo Roma, non possiamo dire, almeno oggi, che questa squadra non metta in campo la voglia di giocare. E' vero che il gioco non è spumeggiante, anche se il tridente ha dato un po' più di vivacità alla manovra giallorossa, ma come è vero che è matematico ormai prendere un gol sembra essere diventato matematico anche il fatto che sappiamo fare un gol in più degli avversari. Il gioco non è stellare, ma il carattere che si mette in campo è finalmente quello dovuto per tutto l'amore che il popolo giallorosso prova per questi colori e per questa squadra. Tutto sembra essere diverso: Menez (prima del fischio iniziale è stato visto sorridere) si concede molto anche in fase di ripiegamento e non sono un caso le ultime ammonizioni prese sia in Campionato che in Champions, Vucinic sembra aver intrapreso la giusta strada (straordinario il suo gol) e con lui abbiamo ritrovato un De Rossi principe del centrocampo, Mexes perno della difesa, Julio Sergio (colpevole sul gol preso, ma straordinario per il resto) futuro portiere della Seleção e un Perrotta grande corridore e spina nel fianco. Mister Ranieri, da volenteroso e testardo testaccino quale è, ancora non è soddisfatto della squadra e questo ci fa dormire sonni tranquilli perchè siamo sicuri che farà lavorare i ragazzi ancora molto,ma la mancanza di concentrazione in alcune fasi del match, forse anche ereditata dall'era Spalletti, è forse la priorità della Roma. L'entusiasmo sta tornando e con esso i risultati (o forse il contrario) ma non possiamo permetterci di concedere parte della partita all'avversario regalando episodi in modo troppo superficiale.
Mettiamo le cose in chiaro: la cosa più importante è vedere la Roma vincere, nel bene o nel male la parola d'ordine deve essere e rimanere "vincere". Vittorie come queste fanno bene sia alla testa che alle gambe e riescono a trasformare il buio in un qualcosa di meno terrificante.Il tridente (Totti, Vucinic, Menez) visto contro il Bari era il dilemma tattico che un po' tutto il popolo giallorosso voleva, si aspettava, ma allo stesso tempo temeva. Bergamo non è mai stato un campo amico, anzi. Lo scorso anno, con la Roma "champagne" di mister Spalletti ne abbiamo presi tre, annoverando anche questo campo tra quelli dove abbiamo perso la dignità. Quest'anno è scesa in campo una Roma con meno bollicine, ma sicuramente più tonica.Il tridente romanista non ha brillato: Totti è sembrato sotto tono, Menez è tornato l'ologramma francese di sempre mentre il montenegrino Vucinic prima si divora il solito gol facile, poi ci porta in pareggio ed al termine crea l'assist per il gol di Perrotta.
Con domenica si inaugura un periodo decisivo per le sorti della Roma: domani pomeriggio la Roma andrà ad affrontare in quel di Bergamo l’Atalanta, campo sempre stato ostico ed ostile per la formazione giallorossa; giovedì sera sarà il turno della Europa League giocando contro il Basilea per chiudere il discorso qualificazione per poi, ovvero il 6 dicembre, giocare la partita che molti definiscono la più importante per la svolta del campionato : Roma vs Lazio. Ma andiamo per gradi e pensiamo al primo match ovvero quello contro l'Atalanta che dopo essere stata eliminata in settimana in Coppa Italia dal Lumezzane vuole sicuramente vendere cara la pelle alla squadra di Ranieri. Per impedire alla Roma di esprimere al meglio il suo calcio, l’allenatore orobico Antonio Conte ha già detto che userà una marcatura a lucchetto per non far entrare in gioco Francesco Totti.
La Roma, grazie al ritorno del Capitano, riesce a chiudere il capitolo Bari conquistando tre punti fondamentali.
Miglior ritorno al calcio giocato non si poteva auspicare, non solo per il risultato, ma anche per aver rivisto in campo il Capitano in una forma così strepitosa, capace di giocare novanta minuti dopo l'ennesimo intervento. La gioia qui a Roma è contagiosa, lo sappiamo benissimo, ed il buon vento sembra aver inebriato un po' tutti i giocatori. Ranieri schiera un tridente molto offensivo (Vucinic, Menez, Totti) con Julio Sergio tra i pali, Burdisso, Mexes, Andreolli e Riise sulla linea difensiva e un centrocampo a tre con Pizarro, Brighi, Perrotta. Il tridente ha sopreso un po' tutti perchè il pragmatico e noioso 4 4 2 sembrava essere il modulo principe nella testa di mister Ranieri ed invece così non è stato. Vucinic largo a sinistra è stato tra i migliori in campo e per impegno e giocate fatte, questa forse è una tra le migliori partite del montenegrino in maglia giallorossa mentre Menez non sembra più essere quel ragazzo tiste un po' "foglie morte", giocando tra le linee con abnegazione e volontà. La pausa sembra aver fatto bene a molti.
Dopo la pausa per la Nazionale, riparte il campionato con un test veramente impegnativo per la Roma, contro la rivelazione di quest’avvio di stagione, il Bari. La formazione barese ha sorpreso tutta la platea del calcio italiano giocando un calcio veramente spumeggiante prendendo l’eredità della Roma di Spalletti, sbalordendo tutti pareggiando alla prima giornata a casa dell’Inter rischiando anche di fare il colpaccio. Purtroppo la formazione di Giampiero Ventura avrà qualche defezione soprattutto in difesa con le sicure assenze di Masiello e di Ranocchia, vera promessa per l’avvenire.
Una Roma orgogliosa tiene testa alla pseudo armata nerazzurra che trova nella benevolenza arbitrale il suo punto di forza.
Altro giro altra corsa. Un altro match si è appena concluso a San Siro ed ancora una volta la terna arbitrale sembra essere stata la vera protagonista della serata. Questa volta lo scontro con i nerazzurri non ha un sapore di vertice, ma l'orgoglio capitolino, pur nella più totale difficoltà, non è sembrato essere meno rispetto a quanto visto nel periodo Spalletti. Ovviamente il gioco espresso non è quello dei tempi migliori, ma allo stesso modo l'armata nerazzurra, così è stata definita da molti, non è sembrata tanto devastante come tutti si aspettavano. Il match inizia con un clamoroso errore di Mirko Vucinic che liberato da un passaggio in verticale si trova davanti a Julio Cesar, ma il montenegrino è lento, poco cinico e si fa sorprendere dal ritorno del difensore Lucio. Anche questa volta la Roma sembra poter dire la sua, ma non si possono commettere certi errori.
Quella di domani sera sarà sicuramente la partita più difficile che la Roma affronterà in questa prima parte di campionato, visto che andremo a fare visita alla prima della classe, l’Inter. Rispetto agli scorsi anni dove Inter vs Roma voleva dire "scontro scudetto", ora si potrebbe addirittura parlare di testa-coda visto che le classifica della formazione capitolina non è delle migliori. L’Inter, come sempre, mantiene il suo standard di lepre, grazie anche agli ultimi acquisti (Sneijder, Lucio, Samuel Eto’o, Milito e Thiago Motta) Dopo la strepitosa e meritata vittoria in Champions nel gelo di Kiev contro la Dinamo, il tecnico nerazzurro sembra anche essere intenzionato a fare un po’ di turnover ruotando i giocatori che ha nella rosa. Di diversa scelta, purtroppo, per la Roma visto che anche questa volta mister Ranieri ha i giocatori contati, dovendo rinunciare per l’ennesima volta ai due brasiliani Doni e Juan ed all’ex di turno Nicolas Burdisso, che non ha ancora recuperato dal problema al polpaccio.
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